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Guida notaio: effettuare il calcolo spese notarili per prima e seconda casa

Categoria: Studi legali Pubblicato 05 Novembre 2014
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Il rogito, ovvero l’atto di compravendita che viene stipulato dal professionista notarile, è un contratto che stabilisce i termini di trasferimento della proprietà di un’abitazione in cambio di una determinata quantità di denaro. Il contenuto di questo atto viene registrato pubblicamente, tipicamente da notai prima e seconda casa, e quindi depositato presso l’Agenzia del Territorio, struttura di competenza delle registrazioni immobiliari.

Prima di stipulare un rogito, però, è bene conoscere in dettaglio tutti i costi notarili e le spese di gestione connesse all’atto di compravendita, comprese imposte di varia tipologia come l’IVA e la tripletta con imposta di registro, catastale e ipotecaria. Nell’ambito delle compravendite private, le imposte variano sostanzialmente a seconda del venditore e della tipologia di immobile che si vuole andare a rogitare.

Quando l’atto stipulato prevede il coinvolgimento di un venditore privato non ci avremo alcuna IVA da pagare, mentre bisognerà corrispondere l’imposta di Registro, calcolabile in base al valore al catasto dell’immobile. A questo punto, se ci si rivolge al notaio per la prima casa, l’imposta di Registro sarà pari al 2% del valore catastale dell’immobile, a cui vanno aggiunti 100€ di imposte suddivisi tra catastale e ipotecaria. Per le seconde case e gli immobili di lusso, invece, l’unica differenza è l’imposta di Registro, che ammonta al 9% del valore catastale.

Se il rogito avviene con una società edile, purché i lavori siano terminati da meno di 5 anni, nella compravendita bisogna conteggiare l’IVA in base al prezzo concordato; per la prima abitazione ci attestiamo sul 4% di IVA sul prezzo di vendita, più le imposte di Registro, catastale e ipotecaria, per un totale di 600€ tripartite. Secondi immobili e alloggi di lusso, invece, raggiungono cifre maggiori solo per il calcolo dell’IVA, rispettivamente al 10% e al 22% del prezzo dell’immobile. Per maggiore chiarezza, meglio consultare un notaio seconda casa specializzato.

Chiude la parata il caso di un atto di compravendita stipulato con una impresa non costruttrice o che venda una casa oltre 5 anni dopo la fine dei lavori. In questo caso, nel calcolo delle spese notarili e di gestione non rientra l’IVA, mentre permangono imposta di Registro sul valore catastale, dal 2% al 9% su prima e seconda abitazione, più imposta catastale e ipotecaria.