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Emorroidi colpite da trombosi: e ora che si fa?

Categoria: Medicina e Salute Pubblicato 29 Settembre 2016
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Il termine “emorroidi” assume in medicina un doppio significato: da una parte identifica i piccoli cuscinetti situati nella zona anale che tutti possediamo, e dall’altra i disturbi (gonfiore, dolore, sanguinamento) da cui queste piccole strutture anatomiche possono essere interessate. Non bisogna stupirsi del fatto che le emorroidi siano tristemente famose soprattutto per quest’ultimo motivo!Cartello con omino con fiamme dal sedere


Oltre ad aumentare di volume e dolere quando si va in bagno (o persino a riposo), le emorroidi come noto possono dare origine a sanguinamenti causati dall’accumulo di sangue al loro interno e dalla pressione a cui questi cuscinetti sono sottoposti durante le sollecitazioni meccaniche della defecazione.


Qualche volta i disturbi passano spontaneamente, ovvero il sangue viene gradualmente riassorbito dai tessuto circostanti e le emorroidi si sgonfiano, ma nella peggiore delle ipotesi il sangue ristagna all’interno delle strutture anatomiche dando origine alla formazione di coaguli o trombosi.


In caso di trombosi alle emorroidi il dolore e il disagio aumentano a dismisura: come affrontare questa situazione difficile? La cosa migliore da fare è chiedere aiuto al proprio medico oppure a uno specialista in proctologia: ogni situazione fa storia a sé, ed è perciò possibile che in alcuni frangenti la cosa migliore da fare sia attendere (cercando di fare, al contempo, il possibile per agevolare il transito intestinale), mentre in altri casi può essere necessaria una piccola incisione chirurgica per rimuovere il coagulo.