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I sintomi delle ragadi non ti danno tregua? Corri ai ripari con le fibre

Categoria: Medicina e Salute Pubblicato 11 Aprile 2016
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Le donne che allattano sanno che, qualche volta, sul capezzolo si possono formare piccoli (e molto dolorosi) tagli: si tratta delle tanto temute ragadi, che si possono formare anche in altre zone del corpo. Donna accucciataChi svolge lavori manuali, soprattutto all’aperto e durante la stagione fredda, probabilmente avrà familiarità con le ragadi alle dita, e che dire poi del problema più “intimo” e delicato di tutti, ovvero le ragadi anali?


Queste piccole lacerazioni della pelle, o meglio della mucosa dello sfintere, spesso trovano la loro causa numero 1 nella stipsi cronica. Quando si è stitici le feci permangono per lungo tempo nell’intestino, diventando sempre più dure e compatte (dal momento che le pareti assorbono progressivamente acqua), e nel momento in cui avviene l’espulsione… sono guai!


Quando a sintomi le ragadi non passano certo inosservate, tra dolori, bruciori e sanguinamenti, e questi fenomeni spesso tendono a trascinarsi nel tempo poiché le lacerazioni delle pliche raggiate dello sfintere faticano a cicatrizzarsi come al contrario avviene dove la pelle è liscia.


La stitichezza cronica non solamente fa venire le ragadi, ma le fa rimanere più a lungo: ma la buona notizia è che con una dieta molto ricca di fibre non solo si favorisce la rapida cicatrizzazione dei tessuti ma si possono anche prevenire i disturbi futuri.


Ecco perché la dieta di ogni giorno deve comprendere almeno una trentina di grammi di fibre: ottimi cibi sono verdure, frutta e prodotti integrali, ma anche gli integratori che aiutano a soddisfare i fabbisogni giornalieri richiesti e mantengono regolare l’intestino.