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La scelta delle scarpe tacco per tacco

Categoria: Abbigliamento Pubblicato 30 Novembre 2017
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Il portamento, lo stile e la figura femminile vanno esaltati con gli accessori, inutile negarlo, ma piuttosto sottolinearlo. Prime fra questi, le calzature, specificatamente le scarpe con il tacco, in tutte le sue forme: piccolo, medio, slanciato, dai più classici ai più estremi. Immancabili nel guardaroba di ogni donna, a ogni modello vi è coordinato l’occasione d’uso e la mise adeguata.

Ecco come scegliere le scarpe, tacco per tacco:

  • I famosissimi Kitten Heels, must di Audrey Hepburn, furono lanciati da Christian Dior negli anni ’50. Ritornato di gran moda nel 2017, questo mini-tacco, la cui altezza massima è di 5 cm, è adatto alle donne dal fisico minuto e sottile.
  • Look consigliato: abbigliamento elegante e raffinato; stile bon-ton, un vestito romantico, e tanto pizzo; un tubino, la cui lunghezza non deve oltrepassare il ginocchio; sono adatti anche per l’ufficio, in quanto possono dare un tocco di femminilità ai rigorosi pantaloni classici. Da evitare l’abbinamento a gonne troppo lunghe e svasate, o troppo corte e aderenti I Kitten Heels dettano un preciso stile, sono il simbolo di sobrietà e di raffinatezza, e non sono ammessi errori.
  •  Gli intramontabili tacchi a spillo, penetrati nel guardaroba di ogni donna dagli anni ’50 e mai più usciti, simbolo indiscusso di sensualità, sono i più usati e conosciuti del pianeta. E’ l’accessorio più amato e odiato dalle donne e venerato dagli uomini. I tacchi a spillo s’identificano dalla forma sottile e affusolata, con un movimento curvilineo, e una base d’appoggio ridottissima, dalla quale s’ispira appunto il nome. Il tacco a spillo nasce in Italia, lo ritroviamo nelle varie forme di décolleté, sandali e stivali, quindi perfettamente adatto a ogni stagione, e, ovviamente, a ogni occasione.
  • Look consigliato: adatti a qualsiasi tipo di gonna, o di abito, a meno che questi, per una questione di buon gusto, non siano troppo corti o aderenti; per il giorno e soprattutto per l’ufficio, vanno abbinati a dei pantaloni a sigaretta e a una camicia dal taglio maschile, e, perché no, anche ad un blazer; con i jeans di tutte le forme, principalmente i modelli a gamba dritta, skynny e strappati, e una giacca o una blusa delle linee femminili. Da evitare gli shorts.
  • Altri modelli di tacchi simili: Il tacco italiano è il tipico tacco delle pin-up anni ’50, molto simile al tacco a spillo, ma con una base più larga che dà maggiore stabilità.
  • Il tacco a stiletto, alto, dritto e sottilissimo, non ha particolari curvature come i primi visti sopra, e può arrivare ad altezze impressionanti, quindi spesso è accompagnato da un plateau sul lato anteriore della calzatura. E’ il mitico tacco 12.
  • Il tacco a cono, di altezza media, ha la forma di cono rovesciato, con l’attaccatura larga alla suola e la base molto sottile. Elegante, ma poco pratico. 80’s style.
  • Il tacco a rocchetto, o a clessidra, tipico dei primi del ‘900, fu rilanciato da Miuccia Prada negli anni ’60. Ha una forma particolare, stretta nel mezzo e larga alla fine, proprio come una clessidra. E’ un tacco originale, di altezza media, dal design ricercato per le più audaci, un po’alla Mary Poppins.
  • Look consigliato: di giorno, si può abbinare a capi prevalentemente femminili e un pochino frou-frou; di sera, massimo fino all’aperitivo, si può azzardare con un tubino che non va oltre il polpaccio; si sposa benissimo con le gonne a ruota e quelle plissettate; e per chi non sa rinunciare ai pantaloni, sono favoriti i modelli stretti e asciutti, anche un po’ corti, che lasciano scoperte le caviglie.
  • Il tacco a coda, o anche detto Luigi XV, molto di tendenza negli anni ’60, all’epoca della “Dolce vita”, è un tacco sagomato, la parte posteriore è assai concava e distante dal tallone, e non supera i 10 cm. decisamente indicato per uno stile retrò; per un gioco con i contrasti, si può abbinare a un abbigliamento minimal.
  • Il tacco cubano ideato per i ballerini sudamericani, è inclinato verso l’interno ed ha una larga base. E’ molto robusto, la sua altezza massima è di 9 cm, ed è considerato la versione più alta di un tacco texano (da cowboy).
  • Look consigliato: modello stivale o tronchetto, può essere usato per l’abbigliamento casual.
  • Il tacco quadrato, introdotto tra gli anni ’60 e ’70, molto in voga anche negli anni ’90, ha appunto una forma squadrata che dona stabilità a qualsiasi altezza. 70’s style.
  • Il tacco a campana ha origine negli anni ’70, si distingue per la sua forma a trapezio con una base ampia, e la sua altezza massima è di 8 cm.
  • Look consigliato: 70’s style.
  • Il tacco a cuneo, chiamato così perché ha una leggera curvatura verso la parte posteriore del piede, fu introdotto e creato da Salvatore Ferragamo intorno agli anni ’30. Il tacco, cui la massima altezza è di 10 cm, si congiunge alla suola diventando un pezzo unico, pertanto influenzerà l’ideazione delle zeppe. Proprio per la sua forma particolare permette di scaricare il peso del corpo sull’intera pianta del piede.
  • Look consigliato: abbigliamento elegante, ideale per la sera, raccomandato per chi non vuol soffrire su altezze vertiginose e scomode.
  • La zeppa è l'intera suola che solleva tutta la scarpa e ne costituisce anche il tacco che può variare in più livelli di altezze e diversi materiali come il sughero, incorda e il legno.
  • Look consigliato: abbigliamento estivo, da uno stile più casual o da spiaggia ad uno più chic; 70’s style.